Polenta instantanée précuite

La polenta instantanée précuite est d’origine italienne et d’agriculture biodynamique. Une cuisson courte de 5 minutes dans l’eau suffit, elle s’agrémente de beurre, de fromage ou de sauce tomate.

Polenta vénitienne : porter 1 litre d’eau+sel à ébullition, ajouter 50 gr de margarine, verser en pluie 300 gr de semoule, mélanger vivement à feu fort pendant 5 min jusqu’à épaississement. Étaler la polenta sur un plat huilé (1 cm d’épaisseur). Laisser refroidir. Découper en gros cubes de même taille, poser dans un plat allant au four, parsemer de parmesan râpé, faire gratiner pendant 5 min.

Cosa vedere a Bologna

Bologna è uno scrigno zeppo di angoli nascosti, storie antiche e tesori artistici.

Plan de Bologne (pdf)

1. Portici

Quest’opera architettonica vi accompagnerà per tutta la vostra visita a Bologna. Se c’è infatti un elemento che rende riconoscibile la città sono i suoi portici. Non avrete mai problemi con la pioggia o con il sole d’estate, le arcate offrono riparo ovunque voi siate.

I portici di Bologna sono tanto iconici da essere stati nominati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le gallerie coperte corrono lungo tutte le pareti del centro storico e favoriscono l’incontro e lo scambio. Insomma, sono la rappresentazione architettonica della natura accogliente di Bologna.

2. Piazza Maggiore e Basilica di San Petronio

Piazza Maggiore ha origini medievali, e già nel XIII secolo iniziava a prendere forma come spazio aperto destinato al commercio e alla vita pubblica. L’attuale struttura della piazza risale al Rinascimento, e rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura e urbanistica di quel periodo.

Nel corso dei secoli, Piazza Maggiore è stata il centro della vita politica, religiosa e sociale di Bologna. Attorno ad essa si affacciano alcuni dei principali edifici storici della città, tra cui la Basilica di San Petronio, dedicata al santo protettore della città e una delle chiese più grandi d’Italia.

3. Archiginnasio

Questa era l’antica sede dell’Alma Mater Studiorum, una delle più antiche università del mondo. Si trova proprio a ridosso della Basilica di San Petronio e venne eretto nel 1563 dall’architetto Antonio Morandi. Oggi accoglie la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, ma conserva ancora le sale originali dello Studium.

Quella più famosa è senza dubbio il Teatro anatomico, una sala semicircolare utilizzata costruita nel XVII secolo per gli studenti di anatomia. Se volete scoprire questa e altre sale dell’affascinante palazzo antico, potete acquistare i biglietti per l’Archiginnasio.

4. Mercato del Quadrilatero

Questa zona, delimitata da quattro vie del centro, a pochi passi da Piazza Maggiore, accoglie sin dal Medioevo il mercato cittadino. Qui trovate negozi che hanno l’aspetto delle antiche botteghe, tramandate di generazione in generazione. Piccoli gioielli architettonici che ancora mantengono gli arredi originali.

Il Quadrilatero è però soprattutto famoso per la vendita di prodotti culinari locali. È insomma la meta più ambita da chi dei viaggi ama soprattutto provare piatti nuovi e sfiziosi. Fate tappa qui se volete assaggiare alcune delle prelibatezze più autentiche della cucina emiliana.

5. Santuario di Santa Maria della Vita

La chiesa, a pochissimi metri dal mercato, custodisce una delle opere più suggestive dell’artista Niccolò dell’Arca, molto attivo a Bologna nel Quattrocento. Il complesso scultoreo del Compianto sul Cristo morto, è composto da sette statue in terracotta a grandezza naturale disposte in modo da comporre la scena drammatica.

La particolarità dell’opera sta nelle fattezze di alcune delle figure femminili della composizione, i cui volti sono straziati da un ghigno sofferente. Al guardarle si rimane sconvolti, soprattutto perché non esistono opere medievali con un simile livello di pathos. Vale davvero la pena di una visita !

7. Palazzo d’Accursio

Situato in Piazza Maggiore, Palazzo d’Accursi è decisamente una delle cose da vedere a Bologna. Sede del comune sin dal 1336, viene per questo chiamato anche palazzo comunale. All’interno delle sue stanze troverete raffinate decorazioni antiche, come arazzi, mobili e quadri.

Come ogni palazzo comunale che si rispetti, è sormontato da una grande torre con in cima un orologio. Per secoli questo è stato il principale strumento con cui i bolognesi hanno potuto scandire il tempo. Per scoprire entrambe le attrazioni, potete prenotare i biglietti per il Palazzo d’Accursio con salita alla torre dell’orologio.

8. Torre degli Asinelli e Torre Garisenda

In tutto le torri di Bologna sono 5, ma queste due sono le più iconiche e riconoscibili. Si trovano a pochi passi dalla piazza principale e spiccano per la loro altezza notevole. Si ergono una accanto all’altra, in una specie di lotta secolare a chi riesce ad arrivare più in alto.

Se lo desiderate potete salire i 498 gradini della torre degli Asinelli e ammirare Bologna dall’alto. Ve lo sconsigliamo qualora steste ancora seguendo un corso universitario. Infatti, gli studenti dell’Alma Mater Studiorum, l’università di Bologna, non salgono in cima alla torre prima di aver ottenuto la laurea perché temono gli impedisca di terminare gli studi.

9. Complesso delle Sette Chiese

La Basilica santuario di Santo Stefano è molto più che una semplice chiesa. Si tratta infatti di una curiosissima miscela di diverse strutture, ognuna costruita in diversi momenti storici. Voluto per la prima volta da San Petronio, si erge al posto di un antico tempio di Iside.

Per secoli è stata meta di pellegrinaggio, perché al suo interno si trova una copia esatta del Santo Sepolcro di Gerusalemme che San Petronia aveva visto in Terra Santa. Pensate che è talmente fedele a come appariva nel 400 d.C., che tutt’ora se ne consiglia la visita nelle principali guide di Gerusalemme.

10. Basilica di San Domenico

Il tempio ospita le spoglie di San Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei frati domenicani. La chiesa, eretta nel Duecento in suo onore, vanta il patrimonio artistico più ricco della città, con opere di artisti del calibro di Guercino e Michelangelo.

Particolarmente apprezzata è l’Arca di San Domenico, un sepolcro in marmo in cui riposano le spoglie del Santo. L’opera attira da secoli molti pellegrini ed è opera di Nicola Pisano. I suoi contemporanei la definirono una delle Meraviglie del mondo, tanto è bella e ricca di dettagli.

(attualmente in restauro…)

11. Pinacoteca nazionale di Bologna

Adesso ci allontaniamo dal centro della città per dirigerci verso la zona più orientale di Bologna, in direzione di uno dei musei più famosi di Bologna. La Pinacoteca custodisce opere di grande pregio e interesse culturale.

Le opere spaziano dal Duecento fino al XVIII secolo, una collezione vasta che comprende opere di Guercino, El Greco, Raffaello e Giotto. Una visita è caldamente consigliata, soprattutto se siete degli appassionati di storia dell’arte.

12. Museo europeo degli Studenti

A pochi passi dalla Pinacoteca, a Palazzo Poggi, sulla mitica via Zamboni, si trova uno dei musei meno conosciuti ma più affascinanti di Bologna : il Museo europeo degli Studenti (MeuS). La mostra è interamente incentrata sulla figura dello studente e sulla sua evoluzione nel tempo. Alma Mater ha deciso di allestire questo spazio per omaggiare i tanti studenti che si sono laureati a Bologna, e anche per illustrare come abbiano influenzato l’istituzione universitaria in otto secoli di storia.

13. Museo d’arte moderna MAMbo

Il MAMbo, il Museo d’Arte Moderna di Bologna, raccoglie la storia dell’arte italiana dal secondo dopoguerra a oggi, organizzando mostre monografiche di artisti italiani e internazionali del calibro di Giorgio Morandi e Marina Abramović.

Anche in questo caso, la mostra occupa le sale di un antico palazzo di Bologna, per la precisione un ex forno. È tappa obbligata per chi ai Ecce Homo preferisce opere più moderne e sorprendenti. Tra dipinti, sculture e installazioni all’avanguardia, questo museo di lascerà a bocca aperta !

Una volta lasciato il museo vi consigliamo una passeggiata nell’adiacente Giardino del Cavaticcio, accessibile da via Azzo Gardino, nato sull’antico porto fluviale di Bologna. Oltre ad ospitare festival ed eventi estivi, il giardino è disseminato di sculture contemporanee realizzate da artisti come Paladino, Pomodoro e Maraniello.

14. I 7 segreti di Bologna

Sparse qua e là per tutta Bologna ci sono oggetti e scritte avvolti da leggende e misteri. Si chiamano i “sette segreti di Bologna“, elementi storici molto curiosi che rendono la città unica e che in pochi conoscono. Speriamo di stuzzicare la vostra curiosità : trovarli tutti renderà infatti la vostra visita ancora più divertente.

Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia

È proprio sotto uno dei portici più antichi di Bologna, quello che attraversa via Indipendenza, sotto la volta della torre Scappi, si trova l’enigmatica scritta in latino. La si può tradurre come “Il pane è vita, la canapa è protezione e il vino è gioia”.

La massima è stata scritta in epoca medievale e richiama i tre pilastri su cui poggiava la società dell’epoca. Quindi, oltre a mangiare pane, i bolognesi usavano la canapa per i vestiti e passavano ore allegre nelle locande a bere vino. Ancora in molti si riconosco in queste parole, anche se con qualche “variazione”.

L’iscrizione Panis Vita (Il pane è vita), uno dei sette segreti di Bologna, Italia, nel Cantone dei Fiori

Finestrella di via Piella

Questa attrazione coincide con uno dei Sette segreti di Bologna, che ormai tanto segreto non è, come dimostrano le tantissime foto che popolano Internet. Lo abbiamo inserito tra i primi luoghi da visitare perché si trova a poca distanza dalla Stazione centrale dei treni, ed è quindi probabilmente una delle prime cose da vedere a Bologna in cui vi imbatterete.

Si tratta di una piccola finestra che apre su uno scorcio molto suggestivo : un canale che scorre placidamente tra gli antichi palazzi del centro. Vi sembrerà quasi che da Bologna vi siate teletrasportati a Venezia ! Non a caso è infatti conosciuta come la Piccola Venezia.

Telefono senza fili del Voltone del Podestà

Sotto il Voltone del Podestà, una loggia del Palazzo del Podestà nei pressi di Piazza Maggiore, si verifica un interessante fenomeno acustico. Se due persone si posizionano agli angoli opposti della volta e una parla rivolgendosi verso il muro, la sua voce sarà chiaramente udibile dall’altra parte dell’arco. Provare per credere !

L’irriverente statua del Nettuno

A pochissimi metri dal palazzo comunale si trova Piazza del Nettuno, così chiamata per la sua fontana ornata con una statua maestosa del dio del mare. La figura è stata scolpita dal Giambologna, che lo ha rappresentato col braccio sinistro disteso davanti a sé.

Fin qui tutto bene, se non fosse che, guardando la statua di lato e da una certa distanza, il dito indice sembra piuttosto un fallo in erezione. Non si sa se l’effetto visivo sia voluto o meno, sta di fatto che in molti si divertono a cercare la prospettiva giusta per scorgere la curiosa immagine goliardica.

Le tre frecce conficcate sul soffitto

A tre minuti a piedi dal complesso delle Sette Chiese si trova una delle cose da vedere a Bologna più curiose. In Strada Maggiore, all’altezza di Corte Isolani, si vede un antico e spazioso portico in legno. Aguzzando la vista scorgerete conficcate nel soffitto tre frecce.

Del perché si trovino in quel punto si è discusso a lungo, senza però giungere a una versione definitiva. C’è, per esempio, chi crede si tratti di un tentato omicidio, fallito grazie al fortuito passaggio di una giovane e bella fanciulla che distrasse i sicari dal prendere correttamente la mira.

15. Santuario della Madonna di San Luca

Scopriamo adesso cosa vedere vicino Bologna. Inizieremo dalle sue immediate vicinanze per allontanarci un po’ di più. Non possiamo non cominciare da uno dei capisaldi di ogni visita alla “città rossa”: il Santuario della Madonna di San Luca. C’è chi ama arrivarci con un trekking urbano, ma può essere tranquillamente raggiunto in bici o con i mezzi.

La particolarità di questo luogo sacro è che nonostante si trovi fuori dal centro urbano, in cima al Colle della Guardia, è in realtà direttamente collegato al centro di Bologna da un’unica strada. Sulla via corre un porticato ininterrotto di 4 chilometri, il più lungo mondo ! Le 600 arcate sono infatti state nominate Patrimonio dell’Umanità UNESCO

Bologna, cosa vedere in 10 tappe insolite a piedi

1. Opificio delle Acque

Che Bologna sia attraversata da un reticolo di canali, è ormai cosa risaputa : basta sbirciare dalla Finestrella di via Piella (o per evitare le code, dall’affaccio su via Malcontenti) per rendersene conto.

Ma a cosa servissero questi canali, e perché oggi scorrano per la maggior parte sotto terra è tutta un’altra storia. Il modo migliore per scoprirla è visitare l’Opificio delle Acque, un centro documentale e spazio espositivo incentrato proprio sul legame tra la città e i suoi canali, partendo dal XII secolo per arrivare fino ai nostri giorni.

L’edificio scelto per ospitare il centro non poteva che essere legato a doppio filo alle acque di Bologna. Si tratta infatti dell’Opificio della Grada (“grata” in dialetto bolognese), nato alla fine del Seicento per regolare l’ingresso del canale di Reno in città, le cui acque venivano poi utilizzate per le varie attività produttive disseminate nel centro storico.

2. Collezioni Comunali d’Arte

Sembra incredibile, ma molti itinerari turistici tradizionali non contemplano uno dei luoghi più centrali e interessanti della città. Per visitare le Collezioni Comunali d’Arte basta infatti andare in Piazza Maggiore e salire al secondo piano di Palazzo d’Accursio, il Palazzo Comunale di Bologna.

Qui, all’interno delle ex residenze dei Cardinali Legati bolognesi, si apre un mondo composito e ricco di opere d’arte da non perdere, che spaziano dal Medioevo al secolo scorso. Andando in ordine cronologico, potrete ammirare alcune tavole di Vitale da Bologna, iconico pittore trecentesco bolognese, il dipinto “Mercurio consegna a Paride la mela d’oro” di Donato Creti, ma anche “Ruth”, capolavoro di Francesco Hayez. Non tutti sanno poi che le Collezioni Comunali custodiscono persino un’opera di Antonio Canova : al centro della cosiddetta Sala Boschereccia – con affreschi che creano l’illusione di un giardino d’inverno – troneggia la candida statua di Apollino, eseguita dal maestro veneto nel 1797.

Prima di lasciare il museo non dimenticate di entrare nell’impressionante Sala Urbana, realizzata nel 1630, le cui pareti sono letteralmente ricoperte di stemmi dipinti (se ne contano ben 188).

3. Oratorio di Santa Cecilia

Scendiamo ora lungo via Zamboni per addentrarci nella zona universitaria, sede di un altro tesoro nascosto di Bologna : l’Oratorio di Santa Cecilia. In questo ambiente raccolto, alieno ai rumori esterni, si cela un ciclo pittorico di grande importanza per la storia artistica della città, tanto che alcuni l’hanno definito il più importante del rinascimento bolognese o, in toni più altisonanti, la “Cappella Sistina di Bologna”.

Protetti da un volta a botte ribassata, gli affreschi si dipanano sulle pareti laterali dell’oratorio. Una successione di dieci opere eseguite tra il 1505 e il 1506, che narrano episodi della vita di santa Cecilia e del suo sposo Valeriano. Gli artisti chiamati a realizzare gli affreschi – commissionati da Giovanni II di Bentivoglio, signore di Bologna – furono tra gli altri Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini, i più rinomati all’epoca della corte bentivolesca.

4. La Specola

Osservare Bologna dall’alto è una delle attività più amate dai turisti, e anche una delle più facili da fare nella città delle torri medievali. Se al momento la Torre degli Asinelli è inagibile per lavori di manutenzione, non mancano le alternative per chi vuole ammirare lo skyline bolognese.

Una di queste è la Torre della Specola, a cui si accede tramite l’omonimo museo ospitato presso Palazzo Poggi. Un tempo osservatorio astronomico della città, costruita tra il 1712 e il 1726, la torre offre una bella panoramica sul centro storico benché sia alta “solo” 29 metri, contro i quasi 100 della Asinelli.

La salita verso la cima è intervallata da piacevoli soste nelle sale del museo, che ospitano affascinanti strumenti astronomici del passato come gli enormi telescopi in legno, le sfere armillari e le carte topografiche.

Al momento il museo è chiuso per lavori ; la sua apertura è prevista nel corso del 2025. Consigliamo di visitare il relativo sito web prima di mettersi in viaggio.

5. Orto Botanico

Siamo quasi al termine del nostro itinerario, ma c’è ancora tempo per una pausa rigenerante nel verde. Fondato nel 1568, l’Orto Botanico è il luogo perfetto per una tranquilla passeggiata tra piante e alberi di varia specie che raccontano la storia di un antico legame : quello tra la città di Bologna e la cultura botanica.

Nel perimetro dell’orto, situato a pochi passi da via Zamboni, si possono visitare le serre tropicali, ammirare la collezione di piante insettivore e succulente, immergersi nei boschetti e osservare i fiori che spuntano tra i giardini e gli stagni. Ma questo è anche un luogo carico di storia, non a caso si tratta del quarto orto più antico d’Italia dopo quelli di Pisa, Padova e Firenze. Ecco allora che al suo interno troviamo anche gli erbari di grandi studiosi bolognesi, come quello appartenuto al fondatore dell’Orto stesso : Ulisse Aldrovandi.

6. Street art in centro

Non si può dire di aver conosciuto veramente Bologna senza aver percorso le sue strade in cerca di murales. Il rapporto della città con la street art è ben radicato e duraturo, e infatti gli esempi si trovano praticamente ovunque.

Le opere sono talmente tante che sarebbe impossibile citarle tutte (le trovate comunque su questa mappa, che abbraccia sia il centro storico che la periferia) ; ci limitiamo quindi a segnalarne solo alcune, a partire dalla Zona Universitaria. Fucina dell’arte di strada, qui è comparso uno dei primi murali bolognesi : è “500 anni alla conquista dell’America”, realizzato nel 1988 da Luis Gutierrez all’altezza del civico 38.

Un’altra zona particolarmente interessante è quella di via Petroni, conosciuta anche per la vita notturna. In questa stradina acciottolata piena di locali vedrete esempi di street art ad ogni passo : sui muri, certo, ma anche sulle saracinesche dei negozi. Le opere più macroscopiche si trovano però alla fine della via, e si tratta dei topi di Ericailcane e delle figure femminili di Bastardilla.

Non dimenticate poi di fare un salto in Piazza Azzarita per vedere il collage di Levalet, e infine in Largo Caduti del Lavoro per i murales di Lokiss e Rae Martini. A quel punto vi ritroverete nuovamente nei pressi del MAMbo, là dove è iniziato il nostro itinerario, e potrete in breve tempo ritornare in stazione.

Cosa mangiare a Bologna

Bologna è la patria della pasta fresca : qui sono nati i tortellini e tutte le loro declinazioni, ma anche le lasagne e le tagliatelle. Se andate a Bologna, non potete non assaggiare la mitica cotoletta, panata e fritta come quella alla milanese, ma servita con prosciutto e crema di Parmigiano Reggiano. Trovate questi piatti in tutti i ristoranti della città, siano questi più rustici o più moderni. C’è poi un luogo bolognese dove potrete non solo assaggiarli, ma anche imparare a prepararli. Stiamo parlando del Grand Tour Italia, un parco tematico interamente dedicato alla cucina regionale italiana che si trova proprio a Bologna.

Restaurants centre

1. La Capriata, Strada Maggiore 19, Corte Isolani, 1/e !!!!!!!!!!

2. Mimì Ristorante Pizzeria (poisson)

3. Rosticceria Nosadella, Via Nosadella, 37a

4. Street Food Bologna Aldina glutenfree 2 Via Paolo Fabbri, 4/C, 40138 Bologna

5. Regina Sofia, Via Clavature, 1/C

6. Casa Altabella, Via Altabella, 12a

7. Trattoria Amedeo – Via Saragozza, 88

Restaurants plus loin

1. Trattoria Vecchio Mercato, Via Piero Gobetti, 49

2. Caruso, Via del Parco 13/BCD

Bar

1. Spiga Amica, Via Francesco Petrarca, 13/2g (production pains et pâtes sans gluten)

2. Bar Meso’s – Via Monte Grappa, 8b

3. Bello Garno – Via Ugo Bassi, 10r

Ragù alla bolognese

Gli ingredienti:
  • 1 cipolla piccola
  • 1/2 costa di sedano
  • 1 carota piccola
  • 150 g di pancetta tesa macinata
  • 250 g di lombo di maiale macinato
  • 350 g di muscolo di manzo macinato (metà cartella e metà scanello)
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 bicchiere di latte intero
  • 400 g circa di passata di pomodoro
  • 2 cucchiai di concentrato di pomodoro
  • olio extravergine di oliva
  • 1 noce di burro
  • sale grosso
  • pepe

Il soffritto iniziale: un buon punto di partenza è quello di tritare le verdure, ovvero sedano, carota e cipolla, al coltello e non con il mixer. Il trito deve essere fine, diciamo di dimensioni più piccole della carne. Una volta tritate si fanno appassire lentamente nell’olio e nel burro. Dosare bene il calore in questa fase è fondamentale per non bruciare il fondo, il cui aroma sgradevole si trasferirà all’intero ragù. A questo punto si aggiunge la pancetta.

Il tipo di carne: la ricetta codificata suggerisce macinato di bovino e pancetta di maiale. Per una versione più filologica è prevista l’aggiunta di rigaglie di pollo, le Sorelle Simili infatti indicano anche 1 fegatino di pollo tritato. C’è chi infine unisce al mix di carni anche prosciutto crudo e/o salsiccia. Molte versioni, tra le quali anche questa, prevedono manzo, suino e pancetta. Per praticità oggi si acquistano questi tagli di carne già macinati dal macellaio di fiducia, anche se l’ideale per ottenere un ragù perfetto sarebbe tritarli con tanta pazienza (tempo e fatica) al coltello.

Si fa rosolare la pancetta per un paio di minuti e quindi si aggiunge la carne macinata restante. In questa fase un segreto da non dimenticare è la potenza della fiamma: deve essere viva. Non vogliamo carne bollita, ma rosolata e la differenza è sostanziale. Si mescola spesso per rendere uniforme la cottura e per sgranare la carne. In caso di grossi quantitativi il consiglio è quello di aggiungerla in tre riprese girando spesso in modo che prenda calore in maniera regolare.

I liquidi: per sfumare c’è chi utilizza solo vino bianco, chi quello rosso, chi solo latte, noi entrambi. Per primo aggiungere il vino e lasciarlo evaporare: quando non se ne sentirà più l’odore è il momento di unire il latte che andrà fatto assorbire a fiamma media. Si aggiusta di sale (grosso) e pepe. Non abbondare con il sale può essere una buona idea visto che la cottura è lunga e i sapori si concentreranno. Aggiusterete il sapore verso la fine.

Altre versioni prevedono di sfumare il ragù con solo vino e poi di unire la salsa di pomodoro diluita con del brodo. Altre ancora aggiungono il latte verso fine della cottura del ragù.

A proposito di pomodoro, quale? Di norma si utilizzano pelati o salsa di pomodoro o concentrato. Noi uniamo sia la salsa che il concentrato e mescoliamo per distribuirli in maniera omogenea.

Cottura finale: a questo punto si porta il ragù a bollore e si abbassa la fiamma. Coprite non sigillando del tutto, ma lasciando un piccolo spiraglio, e fate sobbollire lentamente il ragù a fiamma dolcissima per almeno 2 ore, mescolando spesso.

https://www.cucchiaio.it/articolo/tutti-i-segreti-per-un-ragu-alla-bolognese-perfetto/

Ricetta Friggione bolognese

Ingredienti

  • 2 kg di cipolle bianche
  • 2 cucchiaini di strutto (od olio d’oliva)
  • 400 g di pomodori maturi sbollentati sbucciati e privati della pelle
  • 1 cucchiaino di zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di sale grosso
  • pepe nero

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Iniziate la preparazione del friggione bolognese mondando le cipolle e affettandole sottilmente al coltello o con una mandolina. Raccoglietele in una ciotola capiente, aggiungete lo zucchero e il sale e mescolatele bene. Lasciate che perdano la loro acqua: occorreranno almeno 2 ore, ma se avete più tempo a disposizione le potete lasciare anche di più, ne guadagneranno in dolcezza.

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In una casseruola capiente e dal fondo spesso ponete le cipolle con il loro liquido e lo strutto. Cuocetele a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto, per circa 2 ore. È fondamentale, durante questa prima fase di cottura, controllarle spesso per evitare che si attacchino al fondo del tegame. Quando le cipolle avranno assunto una consistenza molto morbida e un colore nocciola unite i pomodori spezzettati e abbondante pepe fresco di mulinello.

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Proseguite la cottura per 1 ora e 30 minuti o comunque fino a quando le cipolle e il pomodoro saranno diventati morbidissimi, di una consistenza quasi cremosa. Il friggione bolognese è ottimo servito sia caldo sia freddo.

https://www.cucchiaio.it/ricetta/friggione-bolognese/

Butternut rôtie au miel façon hasselback

Ingrédients

Pour 4 personnes:

  • 1 courge butternut
  • Huile d’olive
  • Herbes aromatiques
  • Miel
  • Sel, poivre

Préparation

  1. Epluchez la courge butternut et coupez-la en deux. Enlevez les pépins.
  2. Recouvrez les deux moitiés d’huile d’olive et placez-les sur une plaque recouverte de papier sulfurisé, côté bombé vers le haut. Enfournez pour 15 minutes à 200°C.
  3. Sortez du four, laissez un peu refroidir puis taillez de fines tranches dans la chair de la courge, sans toutefois la trancher complètement (laissez quelques millimètres environ).
  4. Intercalez les herbes aromatiques de votre choix (thym, romarin, laurier…) entre les tranches de butternut, puis versez un filet de miel sur l’ensemble de la courge. Salez et poivrez.
  5. Enfournez à nouveau pendant 25 minutes minimum (la courge doit être fondante).
https://www.marieclaire.fr/cuisine/butternut-rotie-facon-hasselback,1435943.asp